Boccia pressa Patuanelli: è importante aprire il confronto sull'auto

di Francesca Gerosa 02/10/2019 19:08
Boccia pressa Patuanelli: è importante aprire il confronto sull'auto

Il numero uno di Confindustria ribadisce che è pronto a incontrare il ministro dello Sviluppo economico quando vorrà convocare il tavolo sull'automotive. In borsa il titolo Fca paga le nuove tensioni commerciali Usa-Cina e il taglio del target price da parte di Ubs a 11 euro (rating neutral)

Confindustria ribadisce che è pronta a incontrare il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, quando vorrà convocare il tavolo sull'automotive. "Siamo pronti", ha detto questa mattina il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine dell'assemblea dell'Unione industriale di Torino. "Abbiamo dato disponibilità a farlo a Torino se vuole, ma chiaramente non è un problema dove: Torino, Roma o qualsiasi posto".

L'importante, ha aggiunto Boccia pressando il ministro che non ha ancora fissato una data, "è che si apra questo confronto, per presentare al governo la sintesi del lavoro fatto da questo tavolo, che è partito da Torino e su cui Torino ha dato un contributo rilevante", ha continuato il numero uno di Confindustria, sottolineando che le proposte per il comparto sono rilanciare l'automotive, governare la transizione verso la dimensione elettrica, rinnovare il parco auto e costruire un percorso virtuoso in cui l'Italia deve essere un player al pari di Francia e Germania nella transizione del mondo dell'auto.

Lo scorso 25 settembre il ministro Patuanelli, in un'intervista, ha ammesso che il settore dell'auto è "in una seria difficoltà ciclica" e quindi ha detto che convocherà "quanto prima un tavolo al ministero per individuare gli strumenti più adatti a contenere e se possibile invertire la tendenza". L'ecobonus, ha precisato, "è stato uno stimolo efficace come testimoniano i dati sulle immatricolazioni dei veicoli elettrici e ibridi, ma è chiaro che serve fare di più. Farò delle proposte concrete solo dopo aver incontrato gli attori del comparto, per evitare speculazioni".

La Fiom a un tavolo al Mise ci sarà. "È necessario che al tavolo siedano sindacati, imprese a partire da Fca ed esperti per individuare gli strumenti utili per affrontare questa fase di riduzione del mercato nazionale e di transizione ecologica". Tutte le forze per un piano nazionale di trasformazione dell'industria dell'automotive che abbia come principali riferimenti l'ambiente e l'occupazione, ha aggiunto la Fiom: "L'impatto della crisi determinata dalla riduzione degli ordini sui mercati, dai dazi, dal calo del diesel fanno correre un rischio drammatico il cui prezzo rischiano di pagarlo ambiente e lavoro".

Per il sindacato l'Italia ha una capacità di ricerca, sviluppo e produttiva capace di affrontare il cambiamento con l'ibrido e l'elettrico: "i lavoratori hanno le competenze ma è necessario un piano condiviso che investa in innovazione di prodotto e formazione per valorizzare l'intelligenza di chi lavora. L'impegno preso dal ministro Patuanelli è una novità importante, ora è il momento che i protagonisti del settore, da Fca, Marelli e Cnh fino alla componentistica, garantiscano il futuro dell'occupazione nel settore".

Restando in tema, su Fca Boccia oggi ha detto che "è una delle più grandi aziende del Paese. Abbiamo un ottimo rapporto con loro e auguriamo sempre grande successo a quest'azienda che è sempre nel cuore di tutti noi". Ma in borsa il titolo Fiat Chrysler Automobiles cede lo 0,66% a 11,78 euro. Venerdì scorso la società ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la Sec sulla questione relativa alla rendicontazione dei dati relativi alle vendite che prevede il pagamento di 40 milioni di dollari, costo non ricorrente non preventivato con impatto limitato sui numeri del gruppo, ma l'azione paga le nuove tensioni commerciali Usa-Cina e un report di Ubs che ha tagliato il target price da 12 a 11 euro, mantenendo un giudizio cauto: neutral.

"Tagliamo il target price per la bassa visibilità su tre fattori chiave per gli utili di Fca: la compliance nel breve e medio termine sulle emissioni di CO2 nell'area Emea con il mercato delle auto ibride che si annuncia molto competitivo. In secondo luogo, non ci sono segnali di recupero della Jeep in Cina e del brand Maserati a livello globale. Infine, manca un partner strategico che pesa sulle capacità di investimento e di realizzare scala su determinate tecnologie", ha spiegato Ubs.

Senza contare che con un picco di profittabilità raggiunto in Nord America nel secondo semestre, con un ebit margin superiore al 10%, "riteniamo più probabile una flessione dell'ebit consolidato nei prossimi anni rispetto a un ulteriore aumento. Mentre il consenso è ancora moderatamente ottimista, le azioni, che trattano in borsa a 4,2 volte il multiplo prezzo/utile atteso nel 2020, sembrano già scontare la nostra opinione".

E per quanto riguarda il capitolo M&A, l'ipotesi di una fusione con Renault sembra essere per ora tramontata, ma ciò potrebbe cambiare. "Ci aspettiamo ancora che Fca partecipi attivamente al consolidamento del settore auto e non escludiamo un secondo tentativo con Renault, anche se al momento non ci sono trattative in corso, come ha confermato di recente il ceo della casa automobilistica francese", ha affermato Ubs.

Fca trarrebbe vantaggio da un partner come Renault, ma anche Peugeot potrebbe essere un partner ideale. "A nostro avviso, il rischio di un upside derivante da operazioni di M&A non è scontato. Fca potrebbe anche cristallizzare il valore di Teksid e Comau", ha aggiunto Ubs, ritenendo che la guidance 2019 sia ancora a portata di mano (ebit oltre 6,7 miliardi), "ma i target potrebbero essere a rischio se le aree Apac ed Emea e Maserati non registrassero una ripresa rispetto al primo semestre come previsto dal management", ha concluso Ubs.