Conferma del contributo per la formazione 4.0

di Roberto Lenzi (Italia Oggi) 08/10/2019 14:50
Conferma del contributo per la formazione 4.0

La Nadef 2019 anticipa una revisione organica delle misure esistenti quanto a formazione, ricerca e sviluppo, rientro dei cervelli ad alta specializzazione, cioè gli strumenti su cui puntare per potenziare il piano impresa 4.0

Conferma e proroga del contributo per la formazione 4.0. E potenziamento annunciato del credito di imposta alla ricerca. La Nota di aggiornamento del documento economico finanziario (Nadef) 2019 anticipa una revisione organica delle misure esistenti quanto a formazione, ricerca e sviluppo, rientro dei cervelli ad alta specializzazione, cioè gli strumenti su cui puntare per potenziare il piano impresa 4.0 nell'ambito di una nuova strategia nazionale per l'innovazione.

Lo scopo della revisione è volto a favorire la più ampia partecipazione delle piccole e medie imprese, delle filiere produttive e stimolare l'attrazione di grandi investimenti strategici. La formazione 4.0 potrà essere interessata da un aumento delle spese ammissibili. Questo significa che lo strumento, che doveva terminare con la fine dell'anno corrente secondo la legge di bilancio 2019, sarà prorogato. Il contributo consiste in un credito di imposta che attualmente è riconosciuto in favore di ogni tipo e forma di impresa, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui opera, nonché dal regime contabile adottato. Il contributo è concedibile fino ad un importo massimo annuale di 300 mila euro per ciascun beneficiario, ridotto a 200 mila euro in caso di grandi imprese. Per accedere al beneficio è richiesto che le attività di formazione siano pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.

Le attività formative devono essere svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0, quali big data e analisi dei dati, cloud, fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali. Sono escluse in ogni caso dal beneficio le attività di formazione, ordinaria o periodica, organizzate dall'impresa per conformarsi alle norme in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro e di protezione dell'ambiente o ad altre norme obbligatorie in materia di formazione.

Il credito di imposta alla ricerca. Il potenziamento annunciato del credito di imposta alla ricerca è una notizia che coglie l'interesse di molte imprese. Attualmente è destinato a tutte le imprese ubicate su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico ed è operativo fino al 2020. Sono ammissibili al credito d'imposta i lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l'acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili.

Anche la ricerca pianificata mirante ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti può essere oggetto del contributo. È ulteriormente ammissibile l'acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati nonché le modifiche di processo o di prodotto che apportano cambiamenti o miglioramenti significativi delle linee o delle tecniche di produzione o dei prodotti.

Come costi sono ammissibili le spese relative a personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo con agevolazione del 50% e le spese per il personale titolare di un rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal lavoro subordinato direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo con agevolazione del 25%. Le imprese possono spesare le quote di ammortamento relative a strumenti e attrezzature di laboratorio, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l'attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2 mila euro al netto dell'imposta sul valore aggiunto con agevolazione del 25%. Sono ammesse le spese per contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d'imposta, oltre che contratti stipulati con start-up innovative e con Pmi innovative, per lo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d'imposta, a condizione, in entrambi i casi, che non si tratti di imprese appartenenti al medesimo gruppo dell'impresa committente con agevolazione del 50%. Le spese per contratti di consulenza stipulati con imprese diverse da quelle indicate sopra sono invece agevolati al 25%.