Cuori (e altri organi) stampati in 3D

03/09/2018 11:55
Cuori (e altri organi) stampati in 3D

Prima parti per auto e aerei. Ora la frontiera è il biomedicale. Come racconta il fondatore di The3DGroup, la maggiore azienda di progettazione e stampa in digitale

Un cuore pulsante e perfettamente funzionante. Ma artificiale. Quando si parla di stampanti 3D si pensa a un particolare bullone fabbricato da una startup, magari un intero avveniristico telaio di una moto. Ma certo non si immagina un organo umano, tantomeno un cuore. Eppure, la nuova frontiera di una delle tecnologie più interessanti del nostro tempo, la stampa 3D, è proprio il biomedicale. A spiegare quanto in avanti si sia spinta la stampa 3D, molto pubblicizzata al suo esordio e poi un po’ trascurata dai media, passato l’effetto novità, è Roberto Rizzo, fondatore e presidente di The3DGroup, la maggiore azienda in Italia a occuparsi di progettazione e stampa in digitale. «Se mi si chiede quali sono i confini più interessanti e sorprendenti che stiamo esplorando, la risposta non può che essere il biomedicale. Oggi», conferma Rizzo, «si effettuano scansioni tridimensionali di organi umani in movimento, che vengono riprodotti sul computer e quindi stampati in 3D, in modo da consentire al chirurgo di esercitarsi sul modello prima di operare il paziente».

Rizzo è uno di quegli uomini che ti riconciliano con l’Italia. Uno di quegli imprenditori pieni di entusiasmo, capaci di fondare aziende uniche e di standard internazionale. The3DGroup (40 milioni di euro di fatturato) si divide tra Bologna e Treviso, dove è nato Rizzo. L’azienda impiega oltre 180 persone in 14 sedi e tre poli tecnologici in Italia. Partendo da un’azienda dedicata alla consulenza e formazione sul software di progettazione 3D, Rizzo ha costruito in 15 anni una filiera che parte dai processi di scansione, passa per l’elaborazione, arriva alla stampa, fino alla produzione. «Grazie all’unione tra il Cad e la stampa in 3D», spiega l’imprenditore, «abbiamo abbattuto ogni limite alla produzione. Siamo all’inizio di un nuovo Rinascimento. Un’occasione storica per noi italiani che abbiamo ricevuto un grande dono, la capacità di inventare nuovi oggetti pieni di bellezza». Rizzo cita per esempio le creazioni che si possono ammirare al Salone del mobile milanese: tavoli sottilissimi realizzati solo grazie alla progettazione in 3D, che permette di individuare in anticipo i punti a rischio di rottura. O forme intrecciate che nessun tornio o fresa possono scolpire e nessuna catena di montaggio produrre. O un pezzo meccanico auto che pesa meno pur mantenendo la rigidità necessaria.

Già oggi molte delle auto e delle moto prodotte in Italia hanno componenti stampati in 3D. «E tra 10 anni parecchi componenti e ricambi saranno stampati da macchine capaci di lavorare grandi volumi, azzerando le scorte di magazzino. Siamo nel pieno di una rivoluzione», sottolinea Rizzo, «le stampanti possono fare oggetti che non erano possibili con i comuni stampi dell’industria tradizionale. I settori aeronautico e automobilistico sono sempre i primi a utilizzare le novità tecnologiche, ma attualmente quello che ha il maggiore potenziale di sviluppo è il medicale».

Sono già disponibili scanner e software per rilevare la forma precisa della bocca (senza più gli orribili calchi da tenere in posa), o per ricostruire gli organi in 3D, utili per cominciare alla formazione dei medici. Da qui all’utilizzo di protesi stampate in 3D, basate sulla forma specifica di ogni individuo, sarà questione di pochi anni. All’inizio la stampa 3D poteva impiegare solo alcuni materiali, poi il ventaglio di possibilità si è allargato tantissimo: comprende acciaio, alluminio, titanio, rame (ultimo arrivato) e leghe create apposta per il biomedicale.

Ed ecco la nuova frontiera. Rizzo ricorda il caso recente di due sorelle siamesi che sono state separate, ma prima sono stati creati in 3D gli organi su cui l’équipe medica si è esercitata prima di intervenire. Non è tutto. «Stiamo collaborando con l’Università di Firenze per creare un cuore bionico», annuncia l’imprenditore. «Il cuore è l’unico organo che si alimenta da solo grazie a uno stimolo elettrico. Stiamo cercando di unire la stampa 3D di un cuore con un materiale biocompatibile ancora sperimentale a un sistema di comando elettrico e di sensori per far sì che la circolazione del sangue si adatti alle richieste del corpo».

Sembra fantascienza, ma Rizzo è convinto che la prossima generazione potrà vivere in un’era dove l’organo più importante del corpo umano sarà replicabile. Sempre in campo medico, la progettazione e la stampa tridimensionale permettono di creare strumenti chirurgici che possono raggiungere le aree più nascoste del corpo, in certi casi realizzati su misura per il singolo paziente. «Altro evento di un futuro non troppo lontano sarà l’utilizzo della realtà aumentata per la progettazione: a differenza della realtà virtuale, quest’ultima consente di inserire gli oggetti progettati (che siano piccolissimi componenti o strutture complesse) all’interno degli spazi reali e di operare su di essi per così dire a mani nude, grazie ai sensori presenti sul casco. I primi visori disponibili sono stati tra le curiosità più ammirate nell’ultima fiera di settore, Mecspe, oltre alle stampanti 3D per il metallo proposte da Energy Group, che finalmente dopo anni di annuncio, sono alla portata delle aziende». 

L’attività di The3DGroup è trasversale: dalle grandi case automobilistiche alla gioielleria, passando per l’abbigliamento e il biomedicale. Un business in pieno sviluppo. E infatti l’azienda cresce e assume. Anzi, assumerebbe di più se trovasse abbastanza ingegneri e periti: «La figura del progettista è altamente ricercata», dice Rizzo. «Solo qui a Treviso abbiamo assunto cinque persone lo scorso anno, ma ne servirebbero altre 10. Devono avere conoscenze meccaniche di base e molta creatività, alla formazione sui programmi specifici di sviluppo 3D pensiamo noi». La società coinvolge perfino i bambini, facendoli partecipare a brevi stage in cui imparano a usare, giocando, progettazione 3D e stampa.

Guido Fontanelli