E il 4.0 sa fare il pizzaiolo

02/08/2018 14:30
E il 4.0 sa fare il pizzaiolo

È un robot che spalma la salsa sui dischi di pasta in maniera perfetta, individuando il centro esatto. Una delle sorprendenti applicazioni dell’internet delle cose messe a punto nelle fabbriche italiane. Come ci sta cambiando il digitale? Grandi e piccole imprese lo raccontano.

La quarta rivoluzione industriale fa irruzione nel largo consumo. «Il digitale sta cambiando l’esperienza di imprese e consumatori, anche se ancora non conosciamo bene l’impatto e l’ampiezza di questo cambiamento», sottolinea Giovanni Fantasia, amministratore delegato in Italia della Nielsen, l’azienda globale di misurazione e analisi dei dati termometro di consumi e mercati. Ma quali nuove tecnologie sono già arrivate nelle imprese a modificare processi, prodotti e lo stesso modo di lavorare delle persone? Capital l’ha chiesto a 20 manager e imprenditori dell’industria e della distribuzione che hanno partecipato a Linkontro organizzato dalla Nielsen, un evento che riunisce la business community del largo consumo.

BARILLA 
Roberto Magnani, direttore logistica
Il nostro magazzino del pastificio Barilla di Parma è completamente automatizzato e rappresenta un modello di efficienza energetica e ambientale. Consente di eliminare circa 3mila viaggi all’anno verso magazzini esterni, di abbattere quindi le emissioni di CO2, di tagliare del 40% i consumi dell’illuminazione e del 20% quelli di energia termica. Il fiore all’occhiello di questa struttura è la tecnologia Lgv, laser guided vehicles, di cui sono dotati i carrelli adibiti al trasporto e stoccaggio delle merci e il software di supervisione dell’impianto. Questi carrelli si muovono senza l’ausilio di fili o binari, utilizzando un software sofisticato che identifica gli ordini, localizza in tempo reale la posizione dei pallet da stoccare o prelevare e interagisce con i carrelli attraverso una rete in radiofrequenza.

NESTLÉ ITALIA
Leo Wencel, presidente e amministratore delegato
Uno dei frutti digitali di Nestlé è nato sei mesi fa in Italia, una soluzione unica in Europa che abbiamo sviluppato nel nostro stabilimento di Benevento, diventato l’hub internazionale della pizza Buitoni. È un robot che spalma il sugo sui dischi di pasta in maniera perfetta. Con le vecchie macchine spesso il pomodoro andava fuori posto. Le nuove individuano il centro esatto della pizza con una scansione e a partire da questo una mano robotica distribuisce la passata con precisione assoluta e una velocità molto superiore. Tutto ciò è stato possibile grazie alla collaborazione con il governo italiano e al suo programma per l’industria 4.0.

PROCTER & GAMBLE 
Sonia Anelli, innovation leader
La nostra è un’azienda super data based da molto prima che si iniziasse a parlare di big data. La novità è che ora utilizziamo i dati per aiutare i retailer a vendere di più e meglio. Mettiamo a loro disposizione studi e ricerche di proprietà di P&G, dati di consumo ma anche sulle previsioni del tempo, le disponibilità di alberghi e campeggi, le tendenze che emergono dai social network, sia pure con regole interne sulle privacy stringenti. L’obiettivo è capire il momento giusto per fare una promozione, dove è meglio distribuire un prodotto, come disegnare un assortimento ottimale, che cosa fare per aumentare lo scontrino medio di certe categorie, in che modo ridisegnare lo scaffale...

COOP ITALIA 
Marco Pedroni, presidente
Nel 2015, all’Expo di Milano, mettemmo alla prova le tecnologie digitali nel Supermercato del futuro, ed è stato un gran bell’esperimento. Nel presente, sul fronte digitale abbiamo già introdotto i Salvatempo, che permettono di fare da soli il conto della spesa, passando alla cassa senza dover scaricare i prodotti sul nastro. A breve potremmo avviare il pagamento con smartphone direttamente dal carrello, con un sistema che legge tutto quello che ci hai messo dentro e ti fa il conto in automatico. Fine del mestiere di cassiera? Può essere, anche con i Salvatempo sono state chiuse diverse casse. Però ex cassiere e cassieri non li abbiamo licenziati, ma messi a fare assistenza.

ZERBINATI 
Simone Zerbinati, general manager
Abbiamo avviato la nostra trasformazione digitale nel 2014. Le linee di produzione ora sono tutte collegate con il 4.0. Questo significa impianti che parlano tra loro e ti dicono in diretta cosa l’azienda sta producendo, in quali quantità e con quanti scarti, quante materie prime entrano e quanto prodotto finito viene spedito. Avere questi dati in tempo reale è un supporto cruciale per chi deve prendere decisioni.

GRUPPO LACTALIS 
Diego Puerta Conejero, amministratore delegato
Il digitale ha già trasformato il nostro modo di lavorare. Solo tre semplici esempi. Il primo è la piattaforma di Facebook Workplace che abbiamo introdotto pochi mesi fa e ora, dall’ad all’operatore di linea, siamo tutti collegati. I manager riescono a interloquire con i loro gruppi di lavoro in ogni momento. Ma a sentirsi più coinvolti sono tutti i nostri quasi 3mila dipendenti. Poter comunicare senza steccati crea senso di appartenenza e facilita il management partecipativo: tutti hanno delle idee e ora possono condividerle e spingerle. Il secondo esempio è Ricette di casa mia, come sono intitolati uno dei nostri siti e una nostra pagina Facebook seguita da quasi 2 milioni di persone, che ci consentono di comunicare direttamente con i clienti. Il terzo è un nuovo sito per vendere online ai clienti professionali: invece che andare nelle pizzerie, ora sono le pizzerie che vengono da noi.

COCA - COLA HBC ITALIA 
Vitaliy Novikov, general manager
Il digitale rivoluziona a tutto tondo il modo di lavorare. Si seguono gli ordini, si gestiscono produzione e processi, si interloquisce con i consumatori, si captano nuovi trend e, più banalmente, ci si scambiano opinioni e dati in tempo reale tra general manager dei diversi paesi. Questa è veramente la quarta rivoluzione industriale.

MD
Patrizio Podini, presidente e fondatore
Vogliamo usare di più i nostri dati e avviare l’ecommerce clic and collect: si fa la spesa online da casa e poi la si ritira nel punto vendita. Il passo digitale successivo, che stiamo valutando, è un silo alto 32 metri in grado di stoccare 50mila pallet in verticale, con un robot che si occupa del picking (un esempio nella foto), cioè il carico del pallet. È guidato da un software che è al corrente degli ordinativi, conosce le dimensione di ogni cartone e fa tutto in automatico: prende la merce che gli arriva dal nastro trasportatore e la sistema alla perfezione sul pallet con una velocità impressionante. Se una persona muove 200 colli all’ora, il robot ne muove mille, ottimizza lo spazio e non ha orari di lavoro.

ZONIN 1821
Giuseppe Di Gioia, head of sales and marketing
Il digitale ci ha aperto canali prima impensabili. Tannico, per esempio, il principale operatore per le vendite di vino online, consegna le nostre etichette in 12 ore: prima ci volevano da 2 a 7 giorni. È un canale che agevola anche gli acquisti nei wine shop delle nostre aziende agricole: i visitatori scelgono in loco e ricevono le bottiglie a casa. Un altro esempio è The wine sider, algoritmo sviluppato con il Politecnico di Torino che permette di calcolare le necessità di riordino dei ristoranti. I ristoratori non hanno più bisogno di mantenere una cantina sproporzionata e possono tagliare drasticamente l’esposizione finanziaria.

SUTTER INDUSTRIES 
Aldo Sutter, presidente
Ho fatto diversi investimenti in startup digitali, con l’obiettivo di aprirmi al mondo e vedere se c’è qualcosa utile da portare nella nostra azienda. Con il digitale deve cambiare il modo di pensare delle persone e questo è un problema: la cultura in questo campo scarseggia e introdurre tecnologie che non sono comprese è controproducente. Però dal digitale arrivano anche piccole, utilissime innovazioni. Un esempio? La nostra business unit professionale, che si occupa di prodotti per l’igiene e le pulizie di industrie, alberghi, ospedali, ha clienti in molti paesi. Capita che qualcosa si guasti, per esempio gli attacchi dei dosatori automatici dei detersivi. Invece che mandare un tecnico dall’Italia, ora utilizziamo gli Hololens, gli occhiali per la realtà aumentata. Il tecnico locale li indossa e noi, che vediamo quello che vede lui in diretta, possiamo pilotarlo da remoto. È un progetto che ci è costato meno di 100mila euro e ci ha permesso di risparmiare sulle trasferte, formare tecnici a distanza e gestire molti più clienti.

CARAPELLI
Igor Boccardo, direttore generale
Abbiamo applicativi di crm, non tecnologie disruptive, perché il nostro business è molto semplice. Certo il digitale sta già rivoluzionando alcune produzioni. Uno dei nostri fornitori di aceto lo produce a Modena in uno stabilimento 4.0 in cui lavorano quattro persone soltanto, che hanno essenzialmente il compito di gestire e controllare le macchine.

UNILEVER ITALIA
Fabrizio Beraldi, national customer director Pc, e Antonio Parrino, national customer director Hc
Da noi la formazione e la gestione delle risorse umane è tutta già digitalizzata. Lezioni ed esercitazioni sono online, permettono un arricchimento culturale su misura, e si possono seguire in qualsiasi luogo e momento della giornata.

POLLI
Francesco Canè, amministratore delegato
Ci siamo lanciati in un progetto di totale trasformazione digitale con l’obiettivo di aumentare la produttività e ridurre gli errori di previsione, produzione e consegna. Le nostre nuove linee raccolgono i dati e forniscono tutti gli aggiornamenti di performance in tempo reale. Il cuore del sistema è la situazione di magazzino: l’algoritmo prevede le uscite e organizza la produzione in modo da mantenere stock di prodotto predefiniti. Su questa base gestisce l’arrivo di materie prime e le fasi produttive da una parte e dialoga con il sistema logistico dall’altra, per garantire consegne giuste in tempi giusti. L’integrazione consente di superare criticità tipiche, quei momenti dell’anno in cui ci si ritrova con il magazzino strapieno e il prodotto che non si vende, o quelli in cui, al contrario, piovono le richieste dei clienti ma il magazzino è semivuoto. La capacità previsionale dell’algoritmo si basa su serie storiche, ma il software autoimpara continuamente da quello che accade.

MUTTI
Francesco Mutti, ceo
Stiamo avviando un investimento rilevante, di milioni di euro, per migliorare ulteriormente il controllo del processo produttivo. Però il 4.0 non stravolge il nostro business. Porta vantaggi competitivi, ma il pomodoro continua a maturare in agosto. Anche nell’era digitale ci giochiamo sempre tutto in poche settimane d’estate. L’investimento più importante per noi resta quello sui nostri agricoltori e sull’eccellenza della materia prima.

BONDUELLE 
Andrea Montagna, direttore commerciale fresh
Op Oasi, società agricola nostra partner per la produzione, ha adottato svariate soluzioni digitali. Ora, per esempio, un robot a fine linea fa quello che prima si faceva a mano: prendere il prodotto finito confezionato e metterlo nel cartone. Non si è perso nemmeno un posto di lavoro, le persone che prima avevano un compito ripetitivo ora si occupano di controllo qualità, anche in supporto ai controllori robotici, cioè selezionatori ottici che lavorando lungo le linee sul colore e la consistenza del prodotto fresco, individuano gli eventuali corpi estranei e li espellono.

CO.IND 
Luca Cioffi, vicepresidente
Il settore del food dovrebbe essere uno dei più coinvolti dal 4.0. Però è difficile avere a bordo persone che abbiano le competenze digitali necessarie.

GRUPPO VÉGÉ
Giorgio Santambrogio, amministratore delegato
Da antesignani, abbiamo già varato in oltre mille nostri supermercati dei progetti di proximity marketing con i beacon che, oltre a dare il benvenuto alle persone, mentre camminano tra i corridoi gli segnalano via buetooth novità, sconti o promozioni. Stiamo sperimentando il geofencing, che con la tecnologia del gps ci permette di comunicare anche con chi sta fuori, invogliandolo a entrare. L’ultimo esperimento, che tra i primi in Europa abbiamo appena testato nel laboratorio di Végé a Milano, è un progetto di riconoscimento facciale che funziona più o meno così: il cliente entra nel punto vendita e viene inquadrato da una telecamera. Dopo meno di un secondo, il video si cancella e rimane un algoritmo a 4.096 bit. Se quel cliente ha scaricato la nostra app, dunque dato informazioni sui suoi gusti e preferenze, gli scaffali lo riconoscono (come algoritmo ovviamente, non come persona) e quando ci passa davanti gli inviano sullo smartphone informazioni o promozioni su misura. È un progetto che non viola in nulla la privacy delle persone, lo lanceremo a settembre.

CAMEO
Roberto Rocca, executive manager trade marketing & field
In azienda siamo tutti interconnessi con sistemi intelligenti anche per la rilevazione sui punti vendita. Si può verificare istantaneamente se gli accordi presi con la grande distribuzione vengono rispettati nel singolo punto vendita: i nostri uomini fotografano lo scaffale e questo dato finisce in tempo reale nella rete aziendale per gli opportuni accertamenti. Si può anche appurare se in un supermercato sono in corso promozioni, e in maniera corretta, verificare il posizionamento dei nostri prodotti e la loro visibilità, rilevare le eventuali rotture di stock e capire da cosa dipendono.

INDUSTRIE CARTARIE TRONCHETTI 
Sergio Baldacci, sales director, e Maurizio Monteneri, direttore vendite Foxy Italia
Il digitale non ha cambiato il nostro modo di lavorare: facciamo carta igienica, siamo old economy. Ma nelle fasi produttive ovviamente sono entrate l’automazione e nuove tecnologie. Dieci anni fa le nostre linee sfornavano 150mila pezzi per turno, oggi ne fanno 300mila.

(Alessandra Gerli)