Esclusivo/ Le compagnie aeree Usa chiedono a Trump 50 miliardi

di Alison Sider a Chicago e Ted Mann a Washington 16/03/2020 20:38
Esclusivo/ Le compagnie aeree Usa chiedono a Trump 50 miliardi

L'assistenza includerebbe prestiti garantiti dal governo e sovvenzioni in contanti. Il pacchetto in discussione sarebbe tre volte più grande del salvataggio del settore dopo gli attentati dell'11 settembre.

Le compagnie aeree statunitensi sono in trattative con il governo federale per ottenere almeno 50 miliardi di dollari di assistenza finanziaria, più del triplo del salvataggio dell'industria dopo gli attacchi dell'11 settembre. Lo confermano al WSJ fonti a conoscenza del negoziato.

L'esatta forma e l'ammontare esatto degli aiuti che le compagnie aeree stanno cercando di ottenere è in discussione, e potrebbe includere prestiti garantiti dal governo, sovvenzioni in contanti o altre misure che includono sgravi da tasse e commissioni, secondo le fonti interpellate e una proposta rilasciata lunedì 16 da un trade group di compagnie aeree.

Le compagnie aeree sono state colte di sorpresa dal rapido crollo delle loro prenotazioni, dovuto al nuovo coronavirus che si è diffuso in tutto il mondo. Ora che i peggiori scenari che avevano immaginato solo pochi giorni o settimane fa si sono concretizzati, i vettori si sono dati da fare per ridurre sempre più drasticamente i piani di volo e gli orari ufficiali.

Inoltre, secondo un dirigente della Boeing, anche i vertici del produttore di aerei sono in trattative con i funzionari del Congresso e dell'amministrazione Trump per una potenziale assistenza finanziaria per il produttore e i suoi fornitori, come parte di un più ampio pacchetto di aiuti per l'industria dell'aviazione.

"Possiamo rimettere in piedi il settore dell'aviazione più velocemente se c'è assistenza", ha detto il manager. I dettagli di qualsiasi potenziale richiesta di assistenza non sono al momento noti.

La Boeing continua a costruire aerei a corpo largo nella sua fabbrica di Everett, vicino a Seattle, mentre la produzione del 737 MAX a corpo stretto rimane a terra, dopo due incidenti mortali.

"Vogliamo proteggere i nostri dipendenti e preferiremmo non andare in cassa integrazione", ha detto il dirigente della Boeing. La crisi del MAX ha già messo a dura prova le finanze del gigante aerospaziale, ma la Boeing ha detto che mirava ad evitare i licenziamenti mentre i funzionari dell'aviazione stanno decidendo se riportare l'aereo in servizio.

United Airlines Holdings ha comunicato domenica notte che avrebbe tagliato della metà i voli previsti in aprile e maggio ed è in trattative con i suoi sindacati su misure che potrebbero includere permessi, tagli alle retribuzioni o altre misure per ridurre le spese del personale.

Delta Air Lines e American Airlines Group hanno anche annunciato forti tagli ai voli, congelamenti delle assunzioni e congedi volontari non retribuiti per i dipendenti. Tutti e tre i vettori hanno rivelato di essere in trattative con il governo, ma la quantità di assistenza in discussione non è stata precisata.

Airlines for America, l’associazione del settore, hanno presentato lunedì una proposta di aiuti per 50 miliardi di dollari che aveva fatto circolare privatamente nei giorni scorsi, sostenendo che metà dell'assistenza dovrebbe arrivare sotto forma di sovvenzioni dirette alle compagnie aeree.

La proposta delinea anche un programma da 25 miliardi di dollari in cui la Federal Reserve acquisterebbe strumenti finanziari emessi da compagnie passeggeri o cargo, o fornirebbe prestiti senza interessi o garanzie sui prestiti richiesti a terzi.

Le richieste includono anche disposizioni per lo sconto sulle accise, incluse quelle sui biglietti, merci e carburante, che le compagnie aeree hanno pagato nel primo trimestre e l'abrogazione di tali tasse almeno fino al 31 dicembre 2021.

Alcuni lobbisti per conto delle compagnie aeree ritengono però che tale cifra potrebbe non essere sufficiente, data la probabilità che l'interruzione dei viaggi aerei duri mesi, lasciando i vettori con enormi carichi di debito e flussi di cassa modesti. "(Le richieste) potrebbero sparare troppo in basso", ha detto una persona coinvolta nei colloqui.

Nei colloqui con le Compagnie, l'amministrazione Trump sta usando il modello di salvataggio post attacchi dell’11 settembre, approvato dal Congresso nel 2001. secondo le fonti consultate. Allora i legislatori sborsarono cinque miliardi di dollari in pagamenti diretti alle compagnie aeree dopo gli attacchi terroristici che provocarono la chiusura dello spazio aereo nordamericano per tre giorni. Stanziarono anche fino a 10 miliardi di dollari per sostenere le compagnie aeree statunitensi attraverso un programma di prestiti, anche se solo 1,56 miliardi di dollari sono stati poi autorizzati, anche a vettori che poi hanno finito per fallire.

"Non vediamo in questo caso compagnie aeree a rischio fallimento, ma se si trovano in una crisi di liquidità cercheremo di aiutarle", ha detto il direttore del Consiglio economico nazionale Larry Kudlow ai giornalisti alla Casa Bianca lunedì 16. Kudlow ha detto che "molte" compagnie aeree hanno cercato assistenza: "Siamo in contatto per conoscere i loro bilanci e il loro flusso di cassa", ha detto.