I casi Ilva e Alitalia arrivano sul tavolo del governo

di Andrea Pira (Milano Finanza) 24/10/2019 14:58
I casi Ilva e Alitalia arrivano sul tavolo del governo

I sindacati saranno visti dal ministro Patuanelli presso il Mise. Probabilmente prima quelli dell'acciaieria e venerdì i lavoratori della compagnia di bandiera. In ballo 10.000 posti di lavoro

In ballo c'è una bomba sociale di 10.000 posti di lavoro a rischio equamente divisi tra le due vertenze simbolo delle difficoltà industriali del Paese. Per questa ragione il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, riceverà presto, forse nelle prossime ore, al dicastero di Via Veneto i rappresentanti dell'ex Ilva e successivamente, si parla di domani, quelli di Alitalia

Sull'acciaieria tarantina pende la cancellazione dello scudo legale per i dirigenti nell'attuazione dello stringente piano ambientale che deve coniugarsi con le necessità del piano industriale. Una scelta fatta con l'ultimo decreto Salva-imprese, approvato con fiducia dal Senato, che ha cancellato ogni riferimento a Taranto dal testo. 

"Non è ammissibile leggere sui giornali le intenzioni dell'azienda di cancellare l'accordo del 6 settembre del 2018 e quindi il piano industriale e ambientale concordato", tuona la Fiom-Cgil pronta alla mobilitazione contro ogni ipotesi di licenziamento e di messa in liquidazione della siderurgia in Italia.

Mentre per Marco Bentivoglio della Fim-Cisl "l'abrogazione dello scudo è solo un alibi per liberare le mani all'azienda. Nessuno vuole lavorare in un'azienda dove arriva e deve rischiare il carcere reo di applicare la legge o con responsabilità delle gestioni precedenti". Già martedì i sindacati avevano espresso i loro timori e chiesto di essere ricevuti al Mise. All'unisono avevano paventato una riduzione dell'organico o peggio la chiusura dello stabilimento. 

L'appiglio per la proprietà di ArceloMittal è un addendum agli accordi, che permette alla multinazionale di rescindere il contratto in caso di provvedimenti legislativi o amministrativi che modifichino il piano ambientale creando ostacoli tecnici o economici a quello industriale. In mezzo, denuncia la Uil, c'è un calo della produzione.

A quota 5.000 si avvicina anche il numero di esuberi necessari ad Alitalia per poter arrivare a break-even al terzo anno di piano, e quindi al 2022, come anticipato da MF-Milano Finanza in edicola oggi. Il caso qui è diverso. La cordata per salvare il vettore, guidata da Fs e che al momento ha gli statunitensi di Delta come partner industriale, per adesso ha ricevuto un'ulteriore proroga per presentare l'offerta vincolante, mentre alla finestra si affaccia Lufthansa.

La cifra è distante dai circa 3mila imputabili all’attuale business plan, anzi è più vicina a quella indicata due anni fa proprio dai tedeschi. La reale entità, come raccontato da MF_Milano Finanza, è legata anche alla messa a terra di circa 14 aeromobili prevista per il prossimo anno. Le cifre stanno allarmando i sindacati, che chiedono una smentita allo Sviluppo economico.

"Qualora si evidenziasse anche un solo esubero, le soluzioni occupazionali si dovranno ricercare nell’ambito delle aziende coinvolte nel progetto di rilancio della compagnia di bandiera", è la posizione della Fit-Cisl. Intervenuto al question time sulla questione, il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà, non ha affrontato la questione. Toccherà a Patuanelli prima che i dossier passino dal suo dicastero direttamente dall'altra parte di Via Veneto, al portone di fronte del ministero del Lavoro.

Intanto per giovedì 31 ottobre le segreterie nazionali dei metalmeccanici di Fim-Fiom-Uilm hanno indetto due ore di sciopero generale della categoria. La richiesta a governo e imprese è di una svolta nelle politiche industriali per affrontare e dare soluzione ai circa 160 tavoli di crisi aziendali aperti. "È necessario attivare politiche industriali e ammortizzatori sociali che accompagnino questa fase di transizione ecologica tutelando l'occupazione", scrivono i sindacati,  "tra gli investimenti in un anno record per morti e infortuni sul lavoro bisogna tornare a investire per una forte cultura condivisa sulla sicurezza".