Idrogeno, tanti progetti made in Italy targati IPCEI

di Gabriella De Stradis (*) 28/05/2021 13:44
Idrogeno, tanti progetti made in Italy targati IPCEI
Gabriella De Stradis

E' stata completata la procedura di preselezione dei progetti, candidati ai fondi Important Projects of Common European Interest. In lizza circa 150 imprese italiane. Lo strumento paneuropeo si dimostra molto efficace, ma va migliorata l'accessibilità delle Pmi

Nelle scorse settimane è stata completata la procedura di preselezione dei progetti, candidati all’IPCEI Idrogeno (Ipcei sta per Important Projects of Common European Interest, progetti importanti di comune interesse europeo) e presentati da circa 150 imprese italiane, individuando quelli che,  tra gli oltre180 presentati, presentano i requisiti per rientrata nella prima tornata degli Ipcei Idrogeno. Il successo dell’iniziativa sarà valutato al termine della fase di ricerca e sviluppo ed in base ai risultati raggiunti dalle aziende selezionate, ma la straordinaria partecipazione e l’altissima capacità progettuale dimostrata dalle imprese italiane è già un risultato straordinario.

Gli sforzi del Mise (ministero per lo sviluppo economico) per esaltare lo strumento Ipcei, stanno mostrando tutta la loro efficacia: aumento del numero di proposte, attenzione dei media, maggiori risorse destinate. 

Ma il successo ha comportato anche la necessità, per le istituzioni coinvolte, di dotarsi di strutture idonee ed approcci pragmatici nel processo decisionale. Il numero di proposte progettuali ricevute da alcuni dei 23 Stati partecipanti è stato così elevato da rendere molto complessa la definizione del perimetro dell’Ipcei sull’idrogeno, facendo apparire subito chiara la necessità di lanciare un Ipcei Idrogeno 2 e filtrare la numerosità dei progetti attraverso una pre-selezione nazionale. 

Questa riflessione ha prodotto un documento, condiviso unanimemente da parte degli Stati partecipanti e dalla Commissione europea, denominato  “Process document IPCEI Hydrogen – matchmaking procedure”, attraverso il quale sono stati stabiliti i criteri per l’attività di pre-selezione svolta dai singoli Stati.

In Italia, sulla base di questo documento, è stata effettuata con il supporto tecnico-scientifico dell’Enea, la preselezione delle diverse proposte, individuando tra queste quelle capaci di presentare  il più alto livello di innovazione e la maggiore capacità di implementazione.

Parallelamente a questa preselezione nazionale, a Bruxelles si è costituita una Task Force, composta dalla Leading Country (Germania) e dai rappresentanti di alcuni Stati Membri (tra cui l’Italia), che costituirà l’organismo operativo del processo di matchmaking tra i diversi progetti.

La grande capacità progettuale manifestata è comunque un patrimonio da valorizzare. A tal riguardo il Mise, con l’ausilio del Ministero della Transizione Ecologica (Mite) e del Ministero dell’economia e delle finanze (Mef), cercherà di esaminare, a livello politico, la possibilità di strumenti di sostegno dedicati.

L’intento è di individuare misure alternative a favore delle imprese non ricomprese nel perimetro dell’IPCEI, che, anche grazie al PNRR, potranno essere un utile supporto per la realizzazione dei progetti non ritenuti idonei ma ugualmente interessanti e realizzabili. 

Sarà organizzata quanto prima una conferenza in cui verranno presentati tali strumenti, differenti e meno onerosi in termini di requisiti richiesti e complessità procedurale, da utilizzare anche con l’eventuale ausilio di risorse stanziate nell’ambito del PNRR.

Lo sviluppo degli IPCEI sta facendo emergere la straordinaria capacità delle aziende italiane di essere protagoniste nella ricerca e nello sviluppo di nuova progettualità, che si è già manifestato nell’immediato passato con Batterie1 che ha dato vita a 2 gigafactory che si stanno realizzando a Ivrea e Teverola, e appunto con Idrogeno1. Il prossimo passo sarà il progetto Cloud che, chiusa la fase di presentazione progettuale lo scorso 14 maggio, ha visto oltre 200 aziende presenti.

Resta da sciogliere il nodo della complessità dello strumento, soprattutto per le PMI, già rappresentata più volte a Bruxelles e cui si sta cercando di porre rimedio.

(*) Consulente tecnico per gli IPCEI Presso la Direzione generale per la politica industriale, l'innovazione e le piccole e medie imprese del MISE