Il Pmi manifatturiero italiano ancora in affanno a luglio

di Economia e Finanza (Italia Oggi) 01/08/2019 16:41
Il Pmi manifatturiero italiano ancora in affanno a luglio

L'indice si è attestato a 48,5 punti, in ripresa marginale dai 48,4 di giugno, ma continua a segnalare un settore industriale debole all'inizio del 3° trimestre, dopo la crescita nulla registrata dall'economia nel periodo aprile-giugno

A luglio l'indice Pmi manifatturiero dell'Italia si è attestato a 48,5 punti, in ripresa marginale dai 48,4 di giugno, ma continua a segnalare un settore industriale debole all'inizio del 3° trimestre, dopo la crescita nulla registrata dall'economia nel periodo aprile-giugno. Seppure il dato sia migliorato marginalmente a 48,5 punti, "il settore ha iniziato il terzo trimestre in contrazione, con produzione e nuovi ordini che segnalano un anno esatto di continuo declino", commenta Amritpal Virdee, economista di Ihs Markit, che sottolinea inoltre "una sostanziale riduzione dei livelli occupazionali e delle esportazioni".

Per il secondo mese consecutivo è diminuito il livello occupazionale del settore manifatturiero italiano, aggiungono gli economisti di Ihs Markit, puntualizzando come il tasso di contrazione del personale sia stato modesto e sia diminuito leggermente rispetto a giugno. Inoltre, "le aziende campione hanno riportato di aver osservato una generale contrazione della domanda estera". "Con il declino del lavoro inevaso che nuovamente mostra eccessiva capacità produttiva e la possibilità di ulteriore riduzione di produzione e livello occupazionale, rimangono incerte le prospettive a breve termine per il settore", commenta Virdee.

"Le previsioni della produzione per il prossimo anno sono crollate al livello più basso in tre mesi, a causa di preoccupazioni circa un allungarsi della riduzione delle vendite durante i prossimi dodici mesi". Il tasso di ottimismo riportato è stato più debole rispetto a giugno e ha raggiunto il valore più basso in tre mesi.

Infine, "la riduzione delle pressioni sui prezzi rimane una carateristica chiave del settore industriale italiano a luglio", conclude Virdee, sottolineando come "la seconda diminuzione consecutiva dei prezzi di acquisto fornisce un periodo di tregua alle aziende del settore". Allo stesso modo, aggiunge l'esperto, "i prezzi di vendita sono inoltre diminuiti, e ciò dovrebbe stimolare più ordini in questo periodo di crollo della domanda".
Non va meglio per l'attività delle imprese manifatturiere dell'Eurozona, in calo per il sesto mese consecutivo, con la Germania che segna la peggior caduta in sette anni e una crescita più lenta in Francia e Spagna. L'indice Pmi manifatturiero dell'Eurozona è sceso da 47,6 a 46,5, sotto la soglia di 50 che divide l'espansione dalla contrazione.