In calo ad agosto la fiducia di consumatori e imprese

28/08/2019 11:21
In calo ad agosto la fiducia di consumatori e imprese

Lo rileva l'Istat, spiegando che la fiducia dei consumatori passa da 113,3 a 111,9 e quella delle imprese scende da 101,2 a 98,9. Il settore delle costruzioni e quello dei servizi subiscono il calo più marcato, mentre il deterioramento è più contenuto nella manifattura

Cala ad agosto la fiducia delle imprese e dei consumatori. Lo rileva l'Istat, spiegando che la fiducia dei consumatori passa da 113,3 a 111,9 e quella delle imprese scende da 101,2 a 98,9.

La diminuzione dell'indice di fiducia dei consumatori è generalizzata ma presenta intensità diverse tra le sue componenti: la componente economica e quella futura registrano le flessioni più marcate passando, rispettivamente, da 129,6 a 127,8 e da 117,4 a 115,4. Si rileva un calo più contenuto per il clima personale (da 108 a 107) e per quello corrente (da 111,1 a 110).

Con riferimento alle imprese, l'indice di fiducia diminuisce in tutti i comparti con l'unica eccezione rappresentata dal commercio al dettaglio dove rimane sostanzialmente stabile (da 110 a 109,9). In particolare, il settore delle costruzioni e quello dei servizi subiscono il calo più marcato (rispettivamente, da 142,8 a 140,4 e da 100 a 97,4), mentre il deterioramento è più contenuto nella manifattura (da 100,1 a 99,7).
Per quanto riguarda le componenti dei climi di fiducia delle imprese, nell'industria manifatturiera si rileva un peggioramento delle attese di produzione e dei giudizi sulle scorte; invece, i giudizi sugli ordini sono in lieve miglioramento.

Nelle costruzioni la dinamica negativa dell'indice è essenzialmente dovuta al marcato peggioramento dei giudizi sugli ordini; le attese sull'occupazione rimangono sostanzialmente stabili. Nel comparto dei servizi si segnala il deterioramento di tutte le variabili che compongono l'indice di fiducia. Nel commercio al dettaglio il recupero dei giudizi sulle vendite e sulle scorte si unisce ad un deciso calo delle attese sulle vendite future. Si evidenzia che tali dinamiche sono diffuse solo alla grande distribuzione, dove l'indice di fiducia registra un aumento, mentre decisamente peggiore risulta il quadro relativo alla distribuzione tradizionale.

"Effetto crisi di Governo. E' chiaro che gli italiani, a fonte della caduta dell'esecutivo, temono l'aumento dell'Iva". Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat sulla fiducia. "Per questo, rispetto a luglio, crolla sia il giudizio sulla situazione economica dell'Italia, da -48,5 a -54,2, che sulla famiglia, da -19,9 a -21,9, sia le attese sulla situazione economica dell'Italia (da -18,2 a -21,8) che le attese sulla famiglia (da -5,8 a -6). Per non parlare delle possibilità future di risparmio, che precipitano da -19 a -27,1. Insomma, la priorità del prossimo governo deve essere la ricerca dei 23,1 miliardi necessari per evitare la stangata dell'Iva" conclude Dona.