Industria 4.0, siamo pronti all’azione?

di Italia Oggi 06/04/2017 09:51
Industria 4.0, siamo pronti all’azione?

Secondo una survey PwC il 55% delle aziende prevede di effettuare investimenti in 4.0 nei prossimi 5 anni. Il 95% punta all'iperammortamento. A quattro mesi dall'entrata in vigore, però, permangono criticità nella comprensione della normativa e pesa la mancanza di cultura digitale.

Industria 4.0 il tempo stringe. Nonostante le criticitànella comprensione della norvativa, e' in crescita la quota del fatturato che le aziende investiranno in 4.0 nei prossimi 5 anni. E' quanto emerge da un'indagine condotta da PwC su oltre 400 aziende italiane per comprendere l'importanza che viene riconosciuta all'industria 4.0 presentata in occasione della tavola rotonda promossa a Milano dalla stessa PwC - dal titolo "Industria 4.0: siamo pronti a passare all'azione?", che ha visto anche la presenza del mondo delle aziende e delle istituzioni con Anima (Associazioni Nazionali Industria Meccanica Varia e Affine), Bosch Rexroth, Fca, Fondazione Ergo, Google Cloud, UCIMU Sistemi per Produrre, Politecnico di Milano e UILM (Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici).

A conferma dell'importanza degli investimenti in soluzioni digitali, spiega una nota, il 37% di chi ha risposto prevede di investire nei prossimi 5 anni sino al 3% del proprio fatturato in tali progetti, il 34% ha indicato di voler allocare il 4%-5% del fatturato, il 22% una percentuale superiore tra l'8% ed il 9% del fatturato, mentre il 7% investira' almeno il 10%, tassi in netta crescita rispetto a quanto le stesse aziende hanno dichiarato di aver investito negli ultimi due anni.

Nel dettaglio, il 56% delle aziende che hanno partecipato alla survey hanno indicato di essere molto interessate ai benefici del piano di incentivi fiscali della Legge di Bilancio 2017 sul tema Industry 4.0, pur non avendo ancora tutte le competenze necessarie a valutare correttamente come muoversi ed i primi step, il 40% si e' gia' strutturato e mosso in tale direzione, mentre il 4% ha indicato uno scarso interesse. All'interno delle aziende, permangono dei fattori inibitori che ostacolano il processo di digitalizzazione dei processi operativi, tra i principali: per il 23% di chi ha risposto e' la mancanza di cultura digitale e formazione, per il 21% l'assenza di una chiara visione digitale e leadership del top management, per il 14% investimenti adeguati in tali direzione, seguiti tra i fattori principali dall'incertezza del ritorno sugli investimenti (12%) e la mancanza di talenti digitali (10%).

Guardando agli obiettivi di un programma di Industry 4.0, il 45% di chi ha risposto indica la riduzione di costi aziendali e un conseguente aumento dell'efficienza, il 26% un'accelerazione nell'introduzione di maggiori tecnologie e le collegate competenze, il 9% lo sviluppi di nuovi prodotti digitali ed il 20% l'accesso alle agevolazioni fiscali oggi disponibili. I processi aziendali che potrebbero principalmente beneficiare di questi progetti sono la pianificazione della produzione (24%), lo sviluppo del prodotto e la sua industrializzazione (23%), il Data Analytics (19%), l'ottimizzazione dei canali di vendita e marketing (13%) e della supply chain (14%).

In relazione alle mosse del Governo sul tema Industry 4.0, ed in particolare circa le criticita' maggiori che le aziende hanno riscontrato nella comprensione della normativa, prosegue la nota, il 48% dei rispondenti italiani ha indicato la comprensione delle caratteristiche che i beni devono possedere, seguito dalla difficolta' nell'abbinare queste caratteristiche al bene presente nel piano investimenti (21%), le difficolta' di collegamento tra beni immateriali e materiali (13%) ed i dubbi legati alla tempistica di consegna e messa in funzione del bene (8%), mentre il restante 10% non ha indicato alcuna criticita' o dubbio. 

Guardando prospetticamente, il 62% delle aziende chiede al Governo un'estensione temporale del piano di incentivi oltre il 31 dicembre 2017, il 18% un ampliamento del parco beni agevolabile ad ambiti non strettamente collegati alla fabbrica (come i mezzi di trasporto), il 10% una semplificazione della procedura, per esempio eliminando l'obbligo di perizia giurata, l'8% l'estensione del piano ai beni acquistati nel 2016 e messi in funzione nel 2017, mentre il 2% non ha indicato input particolari.