Industria tedesca in recessione

24/04/2019 18:15
Industria tedesca in recessione

L'indice Ifo ad aprile ha deluso le attese, attestandosi a 99,2 punti in discesa rispetto ai 99,6 punti di marzo, e sotto le stime del consenso degli economisti, che si attendevano un aumento a 99,9 punti

L'indice Ifo sulla fiducia economica delle imprese tedesche ha deluso le attese ad aprile, con una lieve flessione rispetto a marzo. In dettaglio, l'indice Ifo si è attestato a 99,2 punti ad aprile, in discesa rispetto ai 99,6 punti di marzo, e sotto le stime del consenso degli economisti, che si attendevano un aumento a 99,9 punti. Lo ha reso noto l'omonimo istituto di ricerca aggiungendo che l'indicatore relativo alle condizioni attuali si è attestato a 103,3 punti mentre quello sulle aspettative e' a 95,2.

Nel mese di aprile, la fiducia delle imprese tedesche "si è leggermente indebolita", e le aziende sono "meno soddisfatte della situazione attuale del loro business", commenta Clemens Fuest, presidente dell'istituto Ifo. Secondo l'esperto, "il cauto ottimismo di marzo sembra essere evaporato" e l'economia tedesca "continua a perdere vigore". La lettura odierna dell'indice Ifo, "conferma che il settore manifatturiero, dipendente dall'export, è in recessione", commenta Klaus Borger, economista di KfW Research, secondo cui al contrario "la domanda interna rimane in salute". Questi dati, aggiunge l'esperto, evidenziano come l'economia tedesca sia "in rallentamento, non in recessione".

Guardando all'outlook dei singoli settori dell'economia tedesca riportato dall'indice Ifo, il peggioramento piu' significativo è stato registrato ancora una volta dal comparto manifatturiero. "Le società hanno di nuovo rivisto al ribasso il loro giudizio sulla situazione corrente e sull'outlook per i prossimi mesi", sottolinea Fuest. L'economista evidenzia inoltre come i servizi abbiano "migliorato leggermente le loro aspettative, già ottimiste", un trend comune anche "al settore delle costruzioni". Sul mercato valutario, commenta uno strategist di Ig, dopo una "prima reazione istintiva in cui l'euro si è indebolito, nel volgere di pochi minuti il movimento è rientrato". Il cambio euro/usd tratta ora sui livelli di apertura a 1,1214, in "un contesto di bassi volumi". Un dato non forte "era in parte già scontato dopo i Pmi della scorsa settimana, ma in generale il mercato si attendeva una lettura vicina a quella del mese precedente", continua l'esperto. Guardando avanti, conclude lo strategist, per i mercati valutari e obbligazionari "i prossimi due catalizzatori arriveranno nel weekend, ovvero il giudizio di S&P sul rating italiano, atteso venerdì a mercati chiusi, e le elezioni politiche in Spagna".