Lavoratori a misura di azienda

di Sabrina Iadarola (ItaliaOggi Sette) 29/07/2019 10:50
Lavoratori a misura di azienda

Occupazione all'80% grazie a una formazione specifica. Una panoramica sugli Istituti tecnici superiori a dieci anni dalla loro introduzione.

Affrontare la contemporaneità del lavoro che cambia: ci pensano (anche) gli Istituti tecnici superiori (Its), una delle novità più significative nel contesto della formazione terziaria professionalizzante e dell'integrazione tra mondo scolastico e mondo del lavoro. Il sistema degli Its, infatti, nasce per intercettare l'innovazione e il cambiamento e tradurla in azioni formative. Nell'ultimo decennio, da quando sono nati, gli Its hanno registrato un rapido sviluppo nel nostro paese tentando di avviare il processo per recuperare il ritardo dell'Italia rispetto alla gran parte dei paesi maggiormente industrializzati, in materia di formazione terziaria non accademica, nonché di ridurre il gap rispetto alla domanda di nuove professionalità di livello intermedio alla luce anche dei cambiamenti tecnologici in atto.

Nella prospettiva della rivoluzione teconologica 4.0, gli Its sperimentano e individuano competenze per i nuovi lavori, per le nuove professioni dei servizi a banda larga. La caratteristica dei percorsi è la durata biennale o triennale (4/6 semestri - per un totale di 1.800/2.000 ore), lo stage obbligatorio per il 30% delle ore complessive e almeno il 50% dei docenti che proviene dal mondo del lavoro. Ciascun diploma corrisponde a figure nazionali, a piani di studi definiti con le imprese e a competenze sviluppate nei luoghi di lavoro. Un canale formativo monitorato che viene finanziato anche in base ai risultati, il cui valore, stando al monitoraggio 2019 sulla formazione terziaria professionalizzante (Indire - Miur), si traduce in un dato rilevante sul profilo dell'occupazione pari all'80% dei diplomati. Quello che emerge infatti è principalmente la loro capacità di rendere più agevole l'occupazione grazie al collegamento a un bisogno reale delle imprese, riuscendo ad intercettare le emergenti tendenze dei lavori più richiesti. Caratteristica a cui si aggiungono la flessibilità del modello organizzativo e didattico strutturato in linea con le imprese, e la possibilità di rinnovarsi nel tempo e nell'offerta.

Basti pensare che oltre il 70% dei docenti proviene dal mondo del lavoro, oltre il 40% sono le ore effettuate in stage ed infine oltre il 27% di ore di teoria viene assimilato in laboratori di impresa e di ricerca. C'è poi la garanzia di un sistema di monitoraggio che garantisce la professionalità degli Its, grazie ad una governance multilivello (Miur e regioni). Elementi di efficacia che hanno convinto le imprese ad aderire nel partenariato, nella progettazione dei piani di studio, nelle attività di stage, nella docenza.

Il partenariato delle Fondazioni degli Istituti tecnici superiori coinvolte nel monitoraggio è costituito infatti per il 37,4% da imprese. Le imprese svolgono un ruolo fondamentale nella progettazione dei percorsi di formazione in relazione alle figure nazionali di riferimento, figure che possono essere declinate dagli Its a livello territoriale, sia in relazione alle specifiche competenze ed applicazioni tecnologiche richieste dal mondo del lavoro e delle professioni, sia in relazione alle specifiche esigenze legate a contesti differenziati, in modo da poter cogliere le diverse tendenze dei lavori nelle traiettorie della grande trasformazione.

La partecipazione delle imprese nelle attività di stage.

Le imprese coinvolte nelle attività di stage sono state 2.467 in termini di ricorrenze, in prevalenza si tratta di imprese di piccole e medie dimensioni: (il 41,2% ha un numero di addetti compreso tra 1-9). Nonostante la maggior parte delle imprese sedi di stage sia di piccole dimensioni, i dati per area tecnologica evidenziano la prevalenza della classe di addetti 50-249 per le aree: Mobilità sostenibile (33,5%), Sistema meccanica (32,6%) e Sistema moda (24,7%).