Le dieci rivoluzioni tech

di David Pierce e Joanna Stern (Milano Finanza) 07/01/2019 14:46
Le dieci rivoluzioni tech

Dallo smartphone pieghevole al 5G, dai negozi senza cassieri alle tv anti-Netflix, dagli strumenti per controllare la salute a quelli per proteggere la privacy: ecco le novità tech che arriveranno nel 2019 e cambieranno la vita di tutti

Difficilmente il 2018 avrebbe potuto andare peggio per il settore tecnologico. Praticamente ogni settimana il ceo di Facebook Mark Zuckerberg e colleghi si sono dovuti scusare per errori madornali nella gestione della privacy o per manipolazioni delle piattaforme. Le auto con pilota automatico hanno dimostrato di non essere pronte per la strada e Elon Musk di Tesla si è quasi rovinato con le sue stesse mani su Twitter. Gli scooter elettrici hanno invaso le città solo per essere vandalizzati in massa. I picchi di borsa dei titoli tecnologici hanno ceduto il passo a un crollo di mercato. L’anno appena iniziato promette il ritorno alla speranza che la tecnologia possa veramente essere utile al mondo. Con ciò si intende finalmente l’uscita del tanto atteso e tanto ritardato videogioco in realtà aumentata di Harry Potter. Si attendono impazientemente anche l’arrivo della rete 5G nelle città, l’aggiornamento dell’interfaccia dell’iOS di Apple e il lancio da parte di Disney del servizio streaming. Si prevede un anno carico di promesse mantenute. Ecco dunque l’elenco della tecnologia che ci cambierà la vita nel 2019.

Un lifting al software dell’iPhone
La Apple si è mossa in punta di piedi nel 2018 con un iPhone più conveniente, uno più grande e altri miglioramenti minori per il sistema operativo. Nel 2019 si attende che la Apple faccia un passo più audace. In tutte le 12 generazioni di iOS la schermata home è rimasta una semplice griglia di icone delle app. La prossima versione potrebbe cambiare questa tradizione. Con iOS 12, a quanto si dice, la Apple ha rimandato il progettato profondo restyling per concentrarsi sui problemi di performance e qualità di iOS 11. Questo è anche l’anno in cui la Apple permetterà ai programmatori di portare le app iOS su MacOS.

Il 5G arriva in città
Dopo anni di annunci («Scarica un film in pochi secondi!»), il 5G sta finalmente arrivando. Tutti gli operatori di telecomunicazioni hanno intenzione di attivare il 5G in determinate città entro la metà del 2019. Sempre per quest’anno i produttori di cellulari Samsung e LG hanno promesso il lancio di dispositivi compatibili con il 5G. Apple invece probabilmente attenderà più o meno un altro anno. I nuovi standard di rete non permettono solo di avere telefoni più veloci, però. Il minor ritardo di trasmissione (latenza) tra dispositivi e ripetitori consentirà progressi nella realtà aumentata e virtuale, nelle esperienze di smart home e anche nella guida autonoma. Ma, proprio come per le precedenti tecnologie di rete, non è ancora tempo di comprare l’equipaggiamento 5G; servirà del tempo per metterla a punto.

Facebook subisce la vendetta della privacy. Nel 2018 è diventato sin troppo evidente che Facebook ha passato l’ultimo decennio a divorare i nostri dati e ubriacarsi di potere. Nel 2019 dovrà affrontarne i postumi. Oltre ai continui contraccolpi su Facebook - naufragio dei prezzi azionari e declino nell’uso dei suoi servizi - si assisterà a nuove battaglie giudiziarie e a nuove leggi. Il procuratore generale del Distretto della Columbia ha appena intentato una causa contro Facebook per gli intrecci con Cambridge Analytica. Che altro aggiungere? Le multe più salate dall’Unione Europea e il suo severo regolamento sulla protezione dei dati, con una potenziale sanzione di 1.63 miliardi di dollari. Nemmeno Google sarà immune. È sempre più spesso sotto la lente delle autorità per i suoi accessi alle e-mail degli utenti e per le lacune nella privacy. All’indomani dei recenti interrogatori dei vertici di Big G dinanzi al Congresso, non ci vuole molto ad anticipare una legislazione Usa sulla privacy nel corso del 2019.

Negozi senza cassieri. La prima volta in cui si entra in un negozio Amazon Go si ha una sensazione strana. Si passa l’app sullo schermo per entrare dai tornelli, poi si prendono i proditti e... si esce. Nessun cassiere, nessuna interazione umana, nient’altro che uno scontrino per email che elenca che cosa si è messo nel sacchetto. Questo tipo di negozio potrebbe aprire vicino a ognuno di noi molto presto, che sia di Amazon o di un competitor provvisto della tecnologia fornita da Zippin o Standard Cognition. Il futuro della vendita al dettaglio prevede meno cassieri e più telecamere che registrano ogni mossa. E qui l’effetto collaterale-seccatura: pubblicità degli oggetti presi e poi rimessi sullo scaffale. Sei proprio sicuro di non volere quel flacone di crema solare?

Harry Potter arriva in realtà aumentata. Pensate che Pokemon Go abbia fatto il botto? Aspettate che Niantic, la società dietro al fenomeno dei giochi a realtà aumentata, lanci il suo nuovo progetto Harry Potter: Wizards Unite. Dopo più di un anno di sviluppo tecnologico sarà probabilmente imperdibile. Scherzi a parte, quando le persone non riescono più a distinguere il mondo reale da quello immaginario di J.K. Rowling c’è da impazzire. Nel 2019 vedremo nascere molti altri casi d’utilizzo della realtà aumentata che aiuteranno l’ingegnosa tecnologia - che può sovrapporre oggetti ed esperienze digitali al mondo reale - a trasformarsi in qualcosa da utilizzare tutti i giorni. Usciti dalla metro, basterà puntare la fotocamera sulla strada e lasciare che la freccia digitale di Google Maps ci indichi la direzione. Nel mondo delle imprese la realtà aumentata servirà per la formazione, le simulazioni e altri scopi. Magari non sarà l’anno in cui si potranno acquistare un paio di occhiali per la realtà aumentata, ma società come North e Vuzix potrebbero rendere il 2019 il primo anno in cui si vedrà qualcuno indossarli.

I veicoli autonomi iniziano dal piccolo. C’è attesa nel 2019 per le ipo di Uber e Lyft, ma nessuna delle due sopravvaluterà il proprio servizio di taxi a guida autonoma. Né probabilmente sarà un drone a consegnare la pizza. Ma si potrebbe iniziare a vedere più autonomia senza controllo umano, sotto forma di piccoli robot per le consegne. Una sorta di frigorifero su ruote, ma con una mente propria. Come dimostrato da Starship e Nuro, dozzine di prodotti simili dovrebbero debuttare al Ces 2019 di Las Vegas di gennaio; il vantaggio di queste macchine è che possono prendersi tutto il tempo per arrivare dal punto A al punto B. Non costituiscono grandi pericoli per l’incolumità delle persone, anche se potremmo doverli schivarle sui marciapiedi.

Quanto stream. La tv via cavo affronterà la sua più dura sfida in un 2019 che darà più che mai motivi per «tagliare i fili». C’è da aspettarsi che Netflix si farà sentire nell’ambiente cinematografico e che più canali e società lanceranno le loro app. Uno degli avvenimenti più attesi sarà il servizio streaming della Disney, Disney+, che offrirà di tutto: Marvel, Star Wars, Pixar. Nel frattempo Disney sta già togliendo questi contenuti dalle piattaforme concorrenti. E che cosa diventerà Hulu, che sarà controllata dal colosso di Topolino? Intanto, con il lancio imminente della sua piattaforma At&t proverà a competere grazie alla potenziale combinazione di HBO, Harry Potter e licenza esclusiva dei supereroi DC, per non parlare della mediateca Warner Bros.

Serie tv. Arriverà anche il servizio di streaming di Apple, a lungo atteso, che promette di avere contenuti molto più coinvolgenti di Carpool Karaoke, purché non siano troppo spinti. È una buona idea cancellare l’abbonamento via cavo, perché l’anno prossimo serviranno molti soldi per poter guardare quello che si vuole.

L’intelligenza artificiale si sposta da cloud a core. Ogni volta in cui si chiede qualcosa a Siri, Alexa o Google, la voce viene registrata e spedita nel cloud (ossia a computer di proprietà dei big tech) prima che si possa ottenere una risposta. La dipendenza dell’intelligenza artificiale da questa connessione è un problema sotto ogni aspetto, dalla durata della batteria alla privacy. Presto Intel e altri produttori di chip per cellulari sveleranno processori specificatamente progettati per avere più autonomia. Questi chip abilitano il cosiddetto «edge computing». Più intelligenza artificiale e processi di apprendimento automatico possono essere ospitati direttamente sul dispositivo (cioè all’estremità, edge, della rete). Col tempo si potranno svolgere più attività senza rinunciare alla privacy. L’orologio potrà fornire avvisi relativi alla salute o si potrà usare Siri anche quando il telefono è in modalità aereo.

Fortnite cambia il gioco. Non è soltanto il videogioco più famoso al mondo; nel 2018 Fortnite ha consacrato Twitch come un gigante dello streaming, trasformando in vere celebrità e atleti dell’e-sport i suoi migliori giocatori ed elevando il suo creatore Epic Games a una valutazione di 15 miliardi di dollari. Ha perfino fatto diventare l’attività di «allenatore Fortnite» un vero lavoro. Il successo di Fortnite deriva in parte dal fatto che il gioco permette ai giocatori di competere - e comunicare - attraverso molte piattaforme. Nel 2019 l’effetto Fortnite si farà sentire nell’industria dei videogiochi, e oltre, con gli sviluppatori che saranno alle prese con il concetto di videogioco come social network e con le relative implicazioni, positive e negative. Le case di produzione cercheranno di conferire ai loro giochi la spinta multiplayer che rende Fortnite così avvincente.

Le mire dei signori della tecnologia sulla salute. Nel 2019, che si abbia o meno uno smartwatch o un braccialetto fitness, c’è una buona probabilità che i dati personali sulla salute e attività fisica vengano maneggiati dalle grandi società di tecnologia. Nei mesi scorsi Amazon ha iniziato a vendere software che scandagliano i fascicoli sanitari dei pazienti in cerca di informazioni mediche, in apparenza per aiutare a ridurre i costi. Il colosso dell’e-commerce ha anche comprato una farmacia online. Apple è in trattativa con il Dipartimento degli Affari dei Veterani per un software che permetterebbe ai veterani di trasferire le loro cartelle cliniche su iPhone. La nuova funzione «elettrocardiogramma» dell’Apple Watch permette di condividere facilmente i dati sulla salute del cuore con il proprio dottore. Inoltre alcune società assicurative, come la John Hancock, stanno incoraggiando i detentori di polizze a condividere i dati sulla loro attività fisica e sempre più programmi di benessere sul luogo di lavoro, come la Richard Brandson Virgin Pulse, forniscono premi in cambio di dati.

Un telefono flessibile e pieghevole. I telefoni sono troppo grandi da tenere in mano e usare per l’uomo comune. Ma sarebbero probabilmente migliori se potessero essere ancora più grandi. Per anni, è vero, queste due banali constatazioni sono state in conflitto. Nel 2019 potremmo ottenere il meglio da entrambe. Samsung è una delle tante società che ha rivelato di avere in progetto di fabbricare un telefono pieghevole, un dispositivo delle dimensioni di un cellulare ma che si apre in un display dalle dimensioni di un tablet. Bisogna ancora lavorare sulla tecnologia, in quanto display flessibili non sono di facile costruzione e i dispositivi presentati finora sono grandi e sgraziati. Nel 2019 questi dispositivi resteranno probabilmente prodotti di nicchia e costosi per quelle persone che vogliono realizzare i loro sogni di fantascienza, ma se i telefoni pieghevoli dovessero decollare, sarebbe la cosa più grande - letteralmente e figurativamente - che accadrebbe agli smartphone da anni. In più, questi display flessibili potrebbero alla fine arrivare nelle case o nelle auto. Chi non vorrebbe una tv con un grande schermo pieghevole?