Realtà virtuale per guadagnare, non per giocare

11/04/2019 17:48
Realtà virtuale  per guadagnare, non per giocare

Le tecnologie immersive non sono solo cinema, video, videogame. Tre giovani di AnotheReality creano applicazioni per le imprese: Olivetti, Ikea, Prada, Menarini, Nokia, Hitachi Engineering, Barilla, Lottomatica, Deloitte e General Electric, Enel, A2A, SkySport...

Per un colosso multinazionale dell’energia hanno messo a punto un corso di formazione alla manutenzione in realtà virtuale. Visore sugli occhi e joystick in mano, i tecnici si ritrovano catapultati all’interno di una cabina elettrica uguale a quella vera, missione riparare un guasto. Gli interventi da eseguire riproducono in tutto e per tutto quel che accade sul campo, conseguenze in caso di errore comprese: capita di usare l’attrezzo sbagliato, si può prendere la scossa, o cadere da una scala a pioli. La regola è vecchia come il mondo, si impara anche sbagliando, ma in questo caso senza rischiare di farsi o fare del male.

Formazione virtuale che ricalca un’esperienza reale anche quella preparata da AnotheReality, startup con base a Milano specializzata nelle tecnologie immersive, per la Olivetti. Obiettivo, insegnare a installare nuove stampanti multifunzione: una mansione ad alto rischio di malfunzionamenti con procedure non conformi. Bando ai manuali alti una spanna, nessun bisogno di aule e istruttori, gli addetti, ovunque si trovino, indossato il visore possono provare e riprovare ogni passaggio, dall’apertura delle scatole al montaggio e alla configurazione dell’apparecchio.

È una loro creatura anche l’assistente virtuale di Widiba, la banca digitale del gruppo Mps, un’avvenente signorina che chiama ogni cliente per nome, gli chiede che operazione vuole fare e la porta a termine nel giro di pochi minuti. O Lost connection, l’escape room concepita per la Ibm, un gioco in realtà virtuale lanciato per promuovere l’intelligenza artificiale del gigante It, che può essere utilizzato da ogni impresa per valutare le persone da assumere o per rafforzare lo spirito di squadra dei propri team. Lo scorso novembre, durante una dimostrazione al Futureland, l’evento dedicato alle tecnologie emergenti organizzato da Talent Garden, vi si è cimentato anche il ministro Luigi Di Maio.

AnotheReality in pochi anni di vita si è conquistata clienti importanti: oltre a quelli citati, Ikea, Prada, Menarini, Nokia, Hitachi Engineering, Barilla, Lottomatica, Deloitte e General Electric, Enel, A2A, SkySport... La gestiscono tre giovani, ma non alle prime armi. Il nerd è Fabio Mosca, ingegnere informatico nato vicino a Bergamo nel 1989. Talento del corso di Videogame design & programming al Politecnico di Milano, ha svolto attività di ricerca sugli algoritmi genetici applicati ai videogiochi all’Rmit di Melbourne, in Australia. Fra i primi sviluppatori italiani a sperimentare la realtà virtuale, insegna game programming alla Digital Bros game academy e ha creato gli AperitiVr di Milano, incontri informali e aperti a tutti dedicati a questa tecnologia.

A capo dell’attività produttiva di AnotheReality c’è Matteo Favarelli da Rimini, 33 anni, treccina fino a metà schiena, bernoccolo imprenditoriale. Finito il liceo si è trasferito a Milano per fondare la sua prima azienda, un franchising di gambling, le scommesse online. Ha lavorato con Team World, la più importante realtà italiana di community di fan, per Sony Music, 20th Century Fox e Universal Pictures. Al suo attivo anche la vittoria ai campionati mondiali di videogame di calcio, svoltisi in Giappone, e il primo posto al World pump it up festival in Corea: in questo videogioco basato sul ballo, nel quale bisogna premere dei tasti andando a tempo con la musica, è un fenomeno.

Lorenzo Cappannari, classe 1978, è la mente manageriale del gruppo. Nato a Osimo (Ancona), si è laureato con lode in economia. Ha lavorato per la Indesit, poi alla Luxottica, dove è stato general manager Ray-Ban per l’America Latina. «Volevo assumere Matteo», racconta lui, «ma è finita che è stato Favarelli ad assumere me. Mi ha fatto conoscere Fabio, mi hanno parlato della realtà virtuale, messo il visore in testa e mi si sono accese mille lampadine».

In grado di far vivere esperienze molto coinvolgenti, le tecnologie immersive sono associate all’intrattenimento: cinema, video, videogame. La scommessa di AnotheReality è creare applicazioni di realtà virtuale, realtà aumentata e realtà mista che siano utili alle imprese. «La realtà virtuale si basa su dei visori o dei caschi che oscurano la percezione del mondo esterno e ti proiettano dentro un’altra realtà, che è digitale. Tutto ciò che si vede e si sente è stato ricostruito», spiegano i fondatori di AnotheReality. Con la realtà aumentata, invece, «oggetti e contenuti digitali vengono sovrapposti al mondo reale. Si inforcano degli occhiali trasparenti, dunque si continua a vedere quel che accade nello spazio circostante, ma si vedono anche informazioni in più». La realtà mista fonde mondo reale e mondo virtuale: «Si può osservare quel che ci circonda traendone informazioni utili in realtà aumentata, ma anche vedere e muovere oggetti virtuali come se li avessimo davvero davanti».

Come può tutto questo giovare alle aziende? «Si traduce in forme di apprendimento rapide, coinvolgenti, che permettono grandi risparmi. Con la realtà virtuale si dimentica di stare vivendo un’esperienza simulata. Il nostro cervello viene ingannato. Se all’interno della realtà virtuale qualcuno ti lancia qualcosa addosso, ti viene di spostarti. La percezione è molto realistica e questo giova tantissimo nella formazione aziendale, in particolare del personale specializzato. Non ci si distrae, non ci si annoia, si può interagire». Non solo, «la realtà virtuale permette di simulare qualsiasi ambientazione e scenario, anche quelli difficilmente accessibili o pericolosi. Impianti e macchinari industriali, attrezzature costose, condizioni ad alto rischio. Nel mondo virtuale possiamo far accadere tutto ciò che vogliamo, anche cose impossibili da provare nella pratica, a meno di non mettere a repentaglio l’incolumità».

I vantaggi sono pure economici: «Con la stessa applicazione si possono addestrare tante persone. Azzerate le spese di trasferta, o per la creazione delle ambientazioni, o per il noleggio di strutture speciali, grazie alla realtà virtuale si può allestire una sala dedicata al training ovunque, al solo costo di un visore e di un computer». E i risultati della formazione possono essere misurati: «Garantiamo il pieno tracciamento dati della performance formativa di ogni utente». Conclusa la formazione, una piattaforma in realtà aumentata di AnotheReality permette un supporto durante le prime operazioni sul campo o nelle fasi più critiche.

Ogni soluzione è su misura per ogni singolo cliente, ma la Virtuademy, com’è stato battezzato il prodotto per la formazione di AnotheReality, comprende quattro moduli. Il primo è il simulatore di formazione. Il secondo è il V learning, una realtà virtuale meno complessa e costosa. Il terzo modulo si chiama collaboration e significa una formazione immersiva, o una sessione di design thinking, o anche una semplice riunione tra più persone basate in luoghi diversi che lavorano come fossero nella stessa stanza. Infine la formazione contestuale, che grazie agli occhiali per la realtà aumentata, ma anche a un normale telefonino, permette di avere un supporto da remoto.

In AnotheReality lavorano 12 persone, tre assunte a tempo indeterminato all’inizio del 2019. Il mondo del business è al centro del loro interesse, ma il gioco resta la loro passione: «I videogame sono il modo migliore per fare ricerca e sperimentare», spiegano. L’ultimo frutto dell’indole ludica di AnotheReality si chiama Yon Blitz, un gioco in realtà virtuale con frenetici scontri a colpi di pistola. La startup prepara giochi ed esperienze immersive di intrattenimento anche per le aziende, per animare eventi, fiere, punti vendita, rafforzando il cosiddetto engagement, il legame con un marchio. 

di Alessandra Gerli