Un piano shock per la ripresa

di Andrea Cabrini, direttore ClassCNBC 08/12/2020 12:12
Un piano shock per la ripresa

Il ministro Patuanelli: gli imprenditori avranno aliquote potenziate e tempi più stretti per beneficiare dei vantaggi. I dettagli di Transizione 4.0 nella nuova edizione di RipartItalia su ClassCnbc

Aliquote potenziate, tetti più alti e tempi più stretti per far partire subito gli effetti degli incentivi. Per la prima volta il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha sintetizzato tutti gli aspetti del piano Transizione 4.0 nella nuova edizione di RipartItalia, su ClassCnbc. Insieme a lui il capo della segreteria tecnica del Mise Daniel De Vito e il senior advisor Elio Catania hanno risposto alle domande dei presidenti delle principali associazioni imprenditoriali: Federmeccanica, Anie, Anima, Ucimu, Confapi, Ucima, Anintec-Assinform, Confindustria Digitale, Assosoftware.
Ne è uscita una video-guida pratica al nuovo piano 4.0, che si può rivedere sul videocenter del sito www.milanofinanza.it e www.quattropuntozero.info.

Domanda. Che impatto vi aspettate possa avere sulla crescita il nuovo piano?
Risposta. Questo è un piano shock. Stimiamo che attiverà oltre 100 miliardi di euro di investimenti privati. Abbiamo fatto uno sforzo per stimolare le imprese a investire proprio in momenti difficili come questo. La cosa più importante è stata dare un arco temporale lungo alla durata degli incentivi. Dopodiché abbiamo voluto aumentare le aliquote di detrazione del credito d’imposta e i massimali su tutte le linee.

D. Molte pmi lottano per la sopravvivenza. Come possono beneficiare di queste misure?
R. Innanzitutto i crediti d’imposta maturati con gli investimenti 4.0 vengono recuperati in tre annualità e non più cinque. Ma la parte veramente forte è che sui beni strumentali classici, non 4.0, il credito d’imposta si matura tutto nell’annualità in corso. E può essere portata anche a detrazione rispetto agli adempimenti fiscali e contributivi che le imprese hanno nell’anno dell’investimento. Faccio un esempio: l’impresa che acquista un bene materiale non 4.0 da mille euro ha il 10% di detrazione e può scaricare quei 100 euro nell’F24 del mese successivo. Significa avere abbassato del 10% le tasse per un anno alle imprese che fatturano meno di 5 milioni di euro, che sono la stragrande maggioranza del nostro Paese.

D. Il credito di imposta sarà cedibile, come avviene per il SuperEcobonus ?
R. Il fatto che si possa andare in compensazione nell’anno in corso dell’investimento è già un’innovazione molto importante. Tuttavia, credo che per le parti più legate al 4.0 si debba fare un ragionamento sulla cedibilità del credito. In Parlamento ci sono già interlocuzioni in corso. Sarebbe un’altra forte agevolazione alle imprese.

D. Il SuperEcoBonus verrà prorogato? Fino a quando?
R. La mia opinione è che sia il Bonus legato al miglioramento energetico che quello Sisma vadano prorogati fino al 2023. Maggioranza e opposizione sono d’accordo. Certamente va trovata una compatibilità con il bilancio dello Stato. E su questo il Mef sta lavorando alacremente.

D. Per investire non bastano gli incentivi. Agli imprenditori occorre stabilità. Il Governo reggerà al voto sul Mes del 9 dicembre ?
R. È assurdo pensare di creare turbolenze in un Paese che sta affrontando una pandemia. La stabilità e la certezza sono i primi elementi che qualsiasi imprenditore chiede. Dobbiamo dare fiducia ai nostri imprenditori, metterli nelle condizioni di fare quello che sanno. L’impresa è al centro, è il cuore della nostra società.

D. E lei è pronto ad assumere un nuovo ruolo nella cabina di regia del Recovery Fund?
R. Credo che non ci si debba mai sentire totalmente pronti a nulla, altrimenti ci si siede. Ogni ruolo in più lo affronto nello stesso modo, dando tutto quello che posso dare. Ho bisogno di studiare e metterci il massimo impegno. Sarà così che farò se sarò chiamato ad avere qualche responsabilità rispetto all’attuazione del Recovery. Di certo l’execution sarà la parte fondamentale. Serve non solo che i progetti siano buoni, ma che vengano realizzati nei tempi che l’Unione Europea ci chiede. Il Ministero c’è, posso contare su una struttura che sa lavorare e che sa cosa serve al Paese. (riproduzione riservata)