Proroga di un anno per l’iperammortamento

di Roberto Lenzi (Italia Oggi) 12/10/2018 11:31
Proroga di un anno per l’iperammortamento

Con una attenzione particolare agli investimenti più piccoli, per facilitare le piccole e medie imprese. Lo strumento sarà reso modulare dai tecnici del governo, secondo quanto confermato a ItaliaOggi da fonti del ministero dello sviluppo economico

Proroga di un anno per l'iperammortamento. Con una attenzione particolare agli investimenti più piccoli, per facilitare le pmi.

Secondo quanto confermato a ItaliaOggi da fonti del ministero dello Sviluppo economico guidato da Luigi Di Maio, lo strumento verrebbe reso modulare dai tecnici del governo. E non prevarrebbe più la dimensione dell'impresa, ai fini della quantificazione dell'agevolazione, ma l'investimento stesso.

L'incentivo sarebbe, quindi, più stimolante per investimenti di piccole dimensioni, prevalentemente effettuati da piccole e medie imprese, rispetto ai progetti che vedono coinvolte le grandi imprese. Che, solitamente, realizzano investimenti di importi superiori.

Le percentuali scendono. Il nuovo schema di agevolazioni dovrebbe essere chiamato «Impresa 4.0». e non più «Industria 4.0». Allo studio anche la possibilità per le pmi di fare l'autocertificazione sugli investimenti 4.0; possibilità, ad oggi, concessa solo per i soli investimenti il cui ammontare è sotto 500 mila euro; per gli importi maggiori, l'impresa ha l'obbligo di richiedere l'intervento di un tecnico iscritto all'albo o di una società accreditata.

Attualmente, le imprese tendono ugualmente a fare perizie, anche sotto i 500 euro, in conseguenza della complessità della norma in quanto difficilmente comprensibile in autonomia. La normativa sull'iperammortamento, ad oggi, prevede infatti che le imprese che effettuano investimenti ammissibili ottengano un'agevolazione determinata dal fatto che possono ammortizzare il 250% della spesa effettuata.

La nuova impostazione, a quanto risulta, prevede invece che l'importo ammortizzabile salga al 280% per gli investimenti fino a 500 mila euro, posizionandosi, come in passato, sul 250% per le spese fino a 2 milioni.

Sulle spese superiori, l'agevolazione inizierebbe a scendere al 100%, su spese oltre due milioni e fino a 10 milioni di euro, per precipitare poi ad un incremento del 50% su investimenti che eccedono i 10 mln e fino a 30 milioni di euro.
Questa quota si avvicina a quella del super-ammortamento in vigore fino al 30 giugno del 2018, che prevede la possibilità di ottenere il 140% sugli investimenti. La vecchia normativa prevede, infatti, che l'iper-ammortamento fosse fruibile per i beni consegnati entro il 31 dicembre 2019. L'utilizzo era previsto dall'anno fiscale in cui avveniva l'interconnessione dei beni. Il requisito, per la proroga al 2019, era determinato dalla volontà manifestata dall'impresa di voler realizzare l'investimento che trovava la sua conferma nella firma dell'ordine accettato dal fornitore e dal pagamento del 20%. Quindi, alla luce delle modifiche, le percentuali di agevolazione diventerebbero inversamente proporzionali all'ammontare dell'investimento realizzato con possibile slittamento dei tempi di consegna dei beni al 30 giugno 2020.

Nessuna distinzione in base alla dimensione. Una pmi, che realizza un investimento di 30 mln di euro avrebbe, dunque, la stessa percentuale di una grande impresa. Ma è molto probabile che una pmi programmi un investimento da 500 mila euro rendendola più competitiva. E ottenendo una agevolazione più alta. Non c'è selettività. La nuova impostazione permette, dunque, di non ricondurre l'incentivo nella definizione di aiuto di Stato, riportata nell'articolo 107 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. L'articolo, infatti, declama «salvo deroghe contemplate dai trattati, sono incompatibili con il mercato interno, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza». Quindi, diventa un obiettivo raggiungibile favorire le pmi, senza incorrere nella normativa sugli aiuti di stato, che impedirebbe il cumulo su più agevolazioni.